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Ennesimo incidente alla raffineria ENI di Sannazzaro dei Burgondi: L’ONA interviene ancora.

Questa mattina, dopo le 8.30, gli abitanti della città di Sannazzaro, in provincia di Pavia, sono stati svegliati da un violento boato. Poco dopo, fiamme e una colonna di fumo si sono innalzate dall'impianto Est dell’isola numero 7. Il rogo, nella parte vecchia della raffineria, dove si lavora greggio,è stato domato dai vigili del fuoco del servizio interno. Non ci sono feriti. Ma già due incendi la scorsa estate e un altro a dicembre passato hanno scosso i residenti della provincia pavese. Lo scorso 14 gennaio, durante un'affollata assemblea pubblica organizzata dall'Osservatorio Nazionale sull'Amianto, cui sono intervenuti anche venti sindaci dei Comuni limitrofi, l'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'ONA, aveva di nuovo sottolineato i rischi legati all'attività della raffineria, per le sue condizioni di non sicurezza.

“C'è una situazione di comprovato rischio - aveva paventato l’avvocato Bonanni -, a fronte della quale era stata chiesta la messa in sicurezza della raffineria e il blocco dei lavori della nuova discarica di amianto”.

L'ONA, che nel 2013 aveva anche presentato un esposto alla magistratura, meno di un mese fa ha chiesto all'Europa di intervenire. Analogo appello è stato rivolto al Presidente della Repubblica e al Governo, perché fossero emanati provvedimenti urgenti.

“Quanto a quest’ultimo incidente, un altro esposto sarà presentato alla magistratura anche e ancora per la questione amianto, perché c'è il rischio che questo nuovo incendio abbia fatto disperdere nell’aria fibre di amianto - continua il presidente dell’ONA -. L'Osservatorio Nazionale Amianto, sin dal 2008, ha insistito per la messa in sicurezza della raffineria e i fatti, purtroppo, ci hanno dato tragicamente ragione”. Visti i continui incendi, “chiederemo ancora alla magistratura di intervenire”, conclude Bonanni.

Davide Fabretti, il cui genitore è deceduto a causa di un mesotelioma dopo aver lavorato una vita nella stessa raffineria, invoca giustizia per la morte del padre e di tanti altri lavoratori deceduti per patologie asbesto correlate.

Roma, 5 febbraio 2017

Gianni Avvantaggiato

Ufficio stampa

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